Intanto, la più importante conquista del continente, lo “stato sociale”, viene svenduta per pagare gli interessi del debito pubblico che, a loro volta, servono a pagare i profitti delle banche, e si proclamano come vangelo assurdità mostruose, sacrificando tutto sull’altare della competitività e della produttività.

Per queste ragioni, occorre, da subito, una mobilitazione ad oltranza, e coesione, ma soprattutto, partire dai beni comuni per costruire un diverso modello di sviluppo, anche ecologicamente compatibile.




Sembrava strano, che il risultato del Referendum dello scorso giugno non fosse ancora stato messo in discussione, ma si poteva sicuramente immaginare che la smania di “far cassa”, in questo momento economico così difficile per l’Italia e non solo, non avrebbe guardato in faccia  a nessuno, tanto meno ai 28 milioni di cittadini italiani che avevano partecipato, in massa, a quel voto.

E così, in questa calda estate, preludio di un autunno caldissimo, “purtroppo il governo, non solo non ha ancora attuato le indicazioni referendarie retrocedendo sulle privatizzazioni già attuate e abolendo i profitti sull’acqua ma, con la manovra economica in fase di discussione parlamentare e già approvata con Decreto Legge n. 138 del 13 agosto scorso, ha riproposto (negli articoli raggruppati sotto il Titolo II) in altra forma la sostanza delle norme abrogate con volontà popolare.”

E’ quanto denuncia, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che in una lettera aperta dichiara “l’articolo 4 ripresenta il vecchio Decreto Ronchi e persino nuove date di scadenza per le prossime privatizzazioni dei servizi pubblici locali.”

Sempre secondo il Forum addirittura “l’articolo 5 arriva a dare un premio in denaro agli enti locali pur di convincerli a lasciare al mercato delle privatizzazioni i propri servizi essenziali per le comunità.” Un premio che, continua ancora il Forum, “dovrebbe servire per fantomatici investimenti infrastrutturali quando invece ai Comuni vengono sottratti trasferimenti essenziali per le loro funzioni.”

Poi, il Forum si rivolge “a tutte le forze politiche affinché non deformino l’esito referendario e rispettino l’indirizzo chiaro della volontà popolare” e al Presidente della Repubblica “affinché, in aderenza al Suo ruolo di garante della Costituzione, non permetta che siano riproposte leggi che violano l’esito dei referendum popolari.”

E’ davvero avvilente che, mentre si assiste a un continuo rimpallo di responsabilità sulla situazione reale del paese e all’incapacità di chi ci governa, di produrre una manovra finanziaria equa e responsabile, che ci permetta di uscire dal rischio recessione, l’unica cosa che si riesca a inventare, sia quella  di rovesciare un risultato referendario democraticamente raggiunto.

C’è, da ammettere, che formule come “tagliare i costi della politica” o “ridurre i privilegi del Vaticano” ormai a sentirle recitare così spesso, sembrano aver perso tutto il loro valore e la loro efficacia, riducendosi a uno stanco refrain, ma va ricordato lo stesso che, ad esempio, grazie all’articolo 6 dei Patti Lateranensi, la Chiesa Cattolica non paga l’acqua, perché spetta allo Stato, che negli anni scorsi si è fatto anche carico di ben 25 milioni di Euro, di arretrati.

Ecco, come recita il suddetto articolo: “l’Italia provvederà, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati, che alla Città del Vaticano sia assicurata un’adeguata dotazione di acque in proprietà. Provvederà, inoltre, alla comunicazione con le ferrovie dello Stato mediante la costruzione di una stazione ferroviaria nella Città del Vaticano, nella località indicata nell’allegata pianta (allegato 1) e mediante la circolazione di veicoli propri del Vaticano sulle ferrovie italiane. Provvederà altresì al collegamento, direttamente anche cogli altri Stati, dei servizi telegrafici, telefonici, 
radiotelegrafici, radiotelefonici e postali nella Città del Vaticano. Provvederà infine anche al coordinamento degli altri servizi pubblici. A tutto quanto sopra si provvederà a spese dello Stato italiano e nel termine di un anno dall’entrata in vigore del presente Trattato. La Santa Sede provvederà, a sue spese, alla sistemazione degli accessi del Vaticano già esistenti e degli altri che in seguito credesse di aprire. Saranno presi accordi tra la Santa Sede e lo Stato italiano per la circolazione nel territorio di quest’ultimo dei veicoli terrestri e degli aeromobili della Città del Vaticano.

E, se si cominciasse finalmente a passare dai ritornelli ai fatti, invece di considerare lettera morta le scelte elettorali, dei cittadini italiani?

A Chiaiano esplodono i geiser di Percolato, in una discarica che dovrebbe essere a norma e nonostante questo si parla di ampliamento della stessa.

A Chiaiano esplodono i geiser di Percolato, in una discarica che dovrebbe essere a norma e nonostante questo si parla di ampliamento della stessa.

1 nota

mopos:

c’è chi ha i geyser come attrazione turistica e chi quelli di percolato…

2 note

Per Amnesty International, l’impunità per le violazioni commesse durante il G8 di Genova del 2001 dalle forze di polizia è una «macchia intollerabile» nella storia dei diritti umani in Italia.

Infatti, l’omicidio di Carlo Giuliani è stato archiviato e nonostante i processi che si sono celebrati abbiano rivelato le pesanti e gravi responsabilità delle catene di comando, il terzo grado di giudizio ritarda, e si punta alla prescrizione, ma soprattutto non hanno fatto ritardo le promozioni, ai gradi più alti.

E, sempre Amnesty, accusa l’Italia di non aver mai condotto un’inchiesta indipendente, approfondita ed efficace sulle operazioni di polizia condotte durante il G8 di Genova.

Ma, naturalmente, non “si è voluto indagare” sulle responsabilità politiche ed è stata una scelta “bipartisan” e, questo è altrettanto grave, perché come ha affermato Giuliano Giuliani, rafforzare l’impunità dei responsabili di una condotta violentemente repressiva delle forze dell’ordine significa indebolire le “garanzie democratiche”.




Il proiettile che l’ha ucciso potrebbe non essere d’ordinanza e le testimonianze rilasciate ai giudici darebbero adito alla tesi che a bordo della camionetta ci fosse un quarto uomo. Nonostante per le istituzioni il puzzle sulla morte di Carlo Giuliani sia completo, sono ancora troppi i pezzi che restano fuori dallo schema. Il procedimento giudiziario è stato archiviato e l’assassino assolto, ma la verità non è ancora venuta a galla. 

Il proiettile che l’ha ucciso potrebbe non essere d’ordinanza e le testimonianze rilasciate ai giudici darebbero adito alla tesi che a bordo della camionetta ci fosse un quarto uomo. Nonostante per le istituzioni il puzzle sulla morte di Carlo Giuliani sia completo, sono ancora troppi i pezzi che restano fuori dallo schema. Il procedimento giudiziario è stato archiviato e l’assassino assolto, ma la verità non è ancora venuta a galla.